Sostenibilità, 9 italiani su 10 stanno attenti allo spreco di cibo

Engagement Monitor

I risultati di uno studio di EngageMinds Hub, Centro di ricerca in psicologia dei consumi e della salute dell’Università Cattolica di Cremona

di Silvia Martelli

Gli italiani stanno progressivamente adottando comportamenti sostenibili in numerosi ambiti, dall’alimentare all’energetico. Due terzi è infatti più propenso alla sostenibilità che alla “comodità” nei comportamenti quotidiani, secondo uno studio di EngageMinds Hub, Centro di ricerca in psicologia dei consumi e della salute dell’Università Cattolica di Cremona.

Lo studio fornisce quindi una fotografia della società di «buona potenzialità» ed evidenzia come gli italiani siano «decisamente più predisposti alla sostenibilità», secondo Guendalina Graffigna, direttrice di EngageMinds Hub.

«Si tratta di un orientamento non solo teorico, ma anche più concreto: il concetto della sostenibilità inizia ad essere parte del linguaggio comune e un criterio effettivamente di scelta», dice Graffigna.

Una maggior attenzione a tavola

Secondo lo studio, i consumatori sono sempre più preoccupati dell’impatto che la produzione alimentare ha sull’ambiente. Sette italiani su dieci dichiarano di adottare comportamenti sostenibili, tra cui limitare lo sprecodi cibo per l’89% del campione e acquistare i prodotti di stagione per l’80%. Questi sono temi su cui «si sta facendo comunicazione sociale da più anni» e non sorprende quindi che siano comportamenti consolidati, secondo Graffigna. La maggior attenzione verso lo spreco alimentare è anche però fortemente influenzata dal portafoglio «in una situazione in cui gli italiani sono sempre più poveri e alla ricerca di approcci di consumo più frugali».

Le donne e i laureati sono più propensi ad adottare comportamenti alimentari sostenibili (rispettivamente il 77% e il 78%), così come le persone di sinistra (79%). Ma per quanto riguarda il consumo di carne, la posizione è diversa: solo il 34% dichiara di essere orientato a limitarne il consumo.

Nove italiani su dieci sono sostenibili in campo energetico

Quasi tutti gli italiani adottano comportamenti energetici sostenibili: il 92% spegne le luci quando esce da una stanza, l’89% chiude i rubinetti per non sprecare acqua, l’83% limita il riscaldamento e l’aria condizionata e l’80% spegne i dispositivi elettronici quando non in uso.

Lo studio ha evidenziato un miglioramento rispetto al 2022: coloro che chiudono i rubinetti sono passati dall’84% 2022 all’ 89% del 2023, e dal 72% del 2022 all’83% per quanto riguarda riscaldamento e aria condizionata. L’80% ha inoltre dichiarato di spegnere i dispositivi elettronici quando non in uso, rispetto al 73% del 2022.

L’aumento è stato registrato a partire da settembre 2022, a fronte dell’invasione dell’Ucraina e quindi della preoccupazione del rincaro dei prezzi. Gli italiani hanno quindi iniziato a fare più attenzione alle bollette, con conseguenze molto positive per quanto riguarda la sostenibilità. Graffigna spiega che in psicologia questo è un cosiddetto “teachable moment”, cioè un momento in cui le persone sono più propense ad un cambiamento comportamentale a fronte di eventi critici, come la guerra tra Ucraina e Russia e i fenomeni naturali dovuti ai cambiamenti climatici che ci toccano da vicino, come le alluvioni e i terremoti.

Una propensione al riciclo

Il comportamento maggiormente messo in atto dagli italiani è la raccolta differenziata (88%), seguito dal fare manutenzione degli oggetti (80%), ripararli (73%) e acquistare solo il necessario (67%). Tra le categorie che adottano maggiormente questi comportamenti troviamo le donne (63%) e gli over 60 (69%).

Inoltre, il 64% degli italiani non acquista plastica monouso e il 58% dei consumatori cerca di scegliere prodotti sfusi o con imballaggi riciclati. La metà degli italiani cerca anche di acquistare prodotti di brand sostenibili.

La mobility è ancora poco sostenibile

Meno di un terzo degli italiani adotta comportamenti di mobilità sostenibile. Meno di un italiano su due si sposta a piedi, in bici o con i mezzi pubblici e solo il 16% usa servizi di mobilità condivisa. Va tenuto presente però che solo nelle grandi città vi è una maggiore offerta di mobilità condivisa.

Tra i comportamenti di mobilità sostenibile che gli italiani mettono in atto più spesso c’è il limitare i viaggi in aereo, ma questo è probabilmente dovuto dal recente aumento dei prezzi dei voli.

I più attenti a questa area della sostenibilità sono i giovani tra i 18 e 34 anni, che infatti sono il gruppo che utilizza maggiormente la mobilità condivisa rispetto alla media nazionale (26% verso il 16%). Questo perché i giovani sono tendenzialmente più attenti a questo aspetto della sostenibilità, ma anche perché sono più abituati ad usare le applicazioni che gestiscono il servizio di sharing.

Le barriere ai comportamenti sostenibili

Uno dei principali ostacoli all’adozione di nuove abitudini a “minor impatto” è il prezzo dei prodotti sostenibili, ritenuto troppo alto per il 76% degli intervistati. Molti ritengono quindi che la sostenibilità sia per «le élite» , secondo lo studio. Il 61% ritiene che l’offerta di prodotti sostenibili sia quindi limitata o inadeguata.

«Ma il deterrente più importante di tutti è la fatica, perché stiamo parlando di consumi sostenibili che implicano un cambiamento delle proprie abitudini, dei propri comportamenti di scelta, e qualsiasi cambiamento ha un prezzo psicologico molto forte», spiega Graffigna.

Ci sono poi l’opacità di alcune proposte sostenibili «che non si sa se lo sono davvero o se è soltanto un greenwashing» e la scarsa alfabetizzazione rispetto alla sostenibilità stessa. Dallo studio emerge infatti che non è sempre facile distinguere cosa è davvero sostenibile. Circa la metà degli intervistati segnala la difficoltà nel reperire le informazioni che permettano di fare scelte sostenibili.

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