Il cambiamento è un gioco di squadra

Newsletter
tre-persone-che-parlano

Per affrontare la complessità servono sguardi diversi, partecipazione e nuove forme di collaborazione.

di Caterina Bosio – Researcher, EngageMinds HUB

Nei sistemi complessi, cambiare non significa semplicemente introdurre qualcosa di nuovo. Significa evolvere nel modo in cui si legge il contesto, si interpretano i problemi e si costruiscono le relazioni con gli stakeholder. È, in questo senso, un processo di maturazione: la capacità di guardare con occhi nuovi la realtà circostante e attribuirle nuovi significati.

In ambiti come la salute, l’alimentazione e il sociale, questa maturazione difficilmente può avvenire all’interno di una singola disciplina o dal punto di vista di un unico attore. Il cambiamento prende forma proprio nell’incontro tra prospettive, competenze ed esperienze differenti, nella possibilità di mettere in discussione categorie consolidate e di costruire letture più articolate dei problemi.

È questa la prospettiva che orienta il lavoro di EngageMinds HUB. Essere un “hub” significa creare luoghi reali di incontro tra ricerca scientifica e mondo professionale, cittadini e pazienti, associazioni, istituzioni, imprese e decisori. Non si tratta semplicemente di raccogliere punti di vista diversi, ma di costruire condizioni in cui questi punti di vista possano dialogare, contribuendo alla definizione delle domande di ricerca, all’interpretazione dei risultati e alla loro traduzione in pratiche, strumenti e interventi.

In questo quadro, ricerca partecipativa e multidisciplinarità non rappresentano soltanto scelte metodologiche, ma un modo di intendere la produzione di conoscenza. Nei progetti del Centro questo approccio prende spesso forma attraverso cabine di regia multidisciplinari e percorsi di co-progettazione: spazi nei quali gli stakeholder vengono coinvolti nelle diverse fasi del lavoro, contribuendo a orientare il processo di ricerca e a rendere più pertinente la lettura dei risultati. La partecipazione, in questa prospettiva, non arriva alla fine del processo: ne diventa parte.

In questa prospettiva, il ruolo di EngageMinds HUB è quello di abilitare un confronto produttivo tra mondi e stakeholder diversi, favorendo il cambiamento attraverso alcune direttrici concrete:

  • Dare voce alle diverse istanze di pazienti e caregiver. Nei progetti di Patient Advocacy, come Women in Rare (sito: https://womeninrare.it/), le competenze di ricerca del Centro contribuiscono a sostenere l’empowerment dei pazienti e delle associazioni che li rappresentano, a raccogliere evidenze sui bisogni ancora insoddisfatti nei percorsi di cura e assistenza e a sensibilizzare clinici, manager sanitari e decisori politici, contribuendo alla definizione di possibili traiettorie di cambiamento. 
  • Co-progettare soluzioni innovative. Nel progetto AURA – Anziani: Una Risorsa da Alimentare (pagina istituzionale: https://publicatt.unicatt.it/handle/10807/340798), il sapere tecnico di scienziati, tecnologi alimentari e manager d’impresa si incontra con l’esperienza diretta delle persone anziane per l’ideazione e la messa a punto di prodotti alimentari pensati per rispondere ai loro bisogni. Il coinvolgimento degli over 75 entra così nel processo di sviluppo e affinamento, contribuendo a rendere l’innovazione più vicina alle abitudini, alle aspettative e ai significati che il cibo assume nella vita quotidiana. L’approccio multidisciplinare e bottom-up del progetto e il coinvolgimento diretto degli over 75 sono documentati dall’Università Cattolica. 
  • Coinvolgere i diversi stakeholder per facilitare l’accettazione e l’adozione di innovazioni tecnologiche o di trasformazioni nelle pratiche lavorative e produttive. È il caso di MYMATCH (sito: https://mymatch-project.eu/), progetto europeo dedicato allo sviluppo di una piattaforma digitale basata sull’intelligenza artificiale per rendere i sistemi agroalimentari più preparati ad affrontare i rischi legati alle micotossine in uno scenario di cambiamento climatico. EngageMinds HUB guida il lavoro di stakeholder engagement attraverso un approccio multi-attore, coinvolgendo diversi soggetti del sistema agroalimentare nella definizione dei bisogni e nella co-progettazione della piattaforma. 
  • Dotare i diversi attori di nuove competenze – pazienti, caregiver, professionisti sanitari, manager, decisori politici, tecnici e ricercatori – sviluppandone le soft skill e favorendo forme di engagement psicologico capaci di sostenerne la resilienza e la flessibilità di fronte al cambiamento. Nel progetto europeo AFFIRMO (sito: https://www.affirmo.eu/the-project/), ad esempio, EngageMinds HUB ha sviluppato attività di training rivolte ai professionisti sanitari sul valore dell’empowerment dei pazienti e una toolbox di empowerment dedicata alle persone con fibrillazione atriale. Nel progetto miGut-Health (sito: https://www.migut-health.eu/), invece, la ENGAGE-IBD Guide, sviluppata in collaborazione con IFCCA, è stata tradotta in 12 lingue e diffusa a livello europeo anche attraverso Open Lab multidisciplinari e ad alta partecipazione, finalizzati a promuovere il confronto tra pazienti, famiglie, ricercatori e professionisti sanitari. Gli Open Lab e il processo di co-creazione della Guide sono documentati dalle fonti ufficiali del progetto e di IFCCA. 

Esperienze molto diverse tra loro, ma accomunate da una stessa convinzione: il cambiamento non consiste semplicemente nell’introdurre qualcosa di nuovo. Richiede la capacità di modificare il modo in cui un problema viene letto e le relazioni attraverso cui viene affrontato. È nell’incontro con altri sguardi che ciò che è già noto può acquistare un significato diverso. Ed è qui che ricerca partecipativa e multidisciplinarità mostrano il loro valore più profondo: non soltanto produrre conoscenza sul cambiamento, ma creare le condizioni perché il cambiamento possa realmente accadere.