Donne: provate ma resilienti, sono la cifra dell’innovazione

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Sono ancora molti gli stereotipi legati alla figura femminile, in particolare per quanto riguarda la salute e la cura. Le donne però, se valorizzate, dimostrano di essere pronte a rispondere alle nuove sfide del complesso mondo di oggi.  

In Italia, la condizione femminile ha subito notevoli cambiamenti negli ultimi decenni, ma le sfide psico-sociali che le donne affrontano sono ancora molteplici e complesse. Nonostante i progressi in termini di diritti e opportunità, persistono disuguaglianze significative che influenzano la vita delle donne in vari ambiti, dalla famiglia al lavoro, dalla politica alla salute mentale.

Uno degli aspetti più evidenti della condizione femminile in Italia è la disparità di genere nel mondo del lavoro. Le donne italiane continuano a essere sottorappresentate nelle posizioni di leadership e ad affrontare un divario salariale significativo rispetto ai loro colleghi maschi. E la pandemia da Covid19 ha ulteriormente segnato dal punto di vista professionale ed economico le donne, spesso rimaste in prima fila nell’assistenza sanitaria ai cari malati o nella gestione della prole.

Questa situazione ha profonde ripercussioni psico-sociali. La difficoltà nel conciliare vita lavorativa e familiare spesso porta le donne a dover scegliere tra carriera e famiglia, con implicazioni sul loro benessere psicologico. Le pressioni sociali e culturali che spingono le donne verso ruoli tradizionali di cura e assistenza possono creare un senso di frustrazione e limitazione personale.

Un quadro preoccupante, ancora troppo poco attenzionato e gestito che tuttavia fa emergere anche segnali di speranza. Le donne oggi, infatti – come i dati dell’Engagement Monitor testimoniano – risultano provate ma resilienti: sebbene preoccupate per la loro condizione economica e affaticate dalla difficoltà di riconciliare esigenze di vita pubblica e privata, esse risultano propositive, creative, flessibili nel loro adattamento camaleontico alla complessità delle situazioni di vita.

Sempre più donne non solo rivestono posizioni apicali e manageriali, ma anche mostrano capacità di problem solving, di negoziazione e di gestione tipiche del loro genere e particolarmente cruciali nell’attuale complessità del mondo del lavoro.

E stando ai dati rilevati dal nostro Monitor, le donne si distinguono anche negli stili di consumo, risultando spesso più aperte all’innovazione, prensili circa le diverse fonti informative, desiderose di aggiornarsi e di capire meglio gli attributi concreti delle offerte. Una tendenza al coinvolgimento attivo che è ancora più marcata nell’ambito socio-sanitario, dove le donne sono il perno (ahimè a costo di un’ingente fatica emotiva e pragmatica) della gestione della salute propria e della famiglia, in una costante ricerca di maggiore collaborazione con il sistema sanitario.  

Preoccupate ma resilienti ed ingaggiate, dunque: questo il profilo di sintesi che i nostri dati tratteggiano circa la questione femminile italiana attuale.

E il sistema-Paese? Quanto è pronto a rispondere alle esigenze delle donne?
Ancora troppo poco direi, e quando lo fa è con tentavi stereotipici e limitati. In ambito sanitario, ad esempio, l’attenzione ad una medicina di genere sta crescendo, assistiamo ad un nuovo impulso a studi e ricerche in questo settore, anche se c’è ancora molto da fare per riconfigurare i processi di ricerca affinché più inclusivi della considerazione delle differenze non solo sessuali ma anche identitarie (e quindi di natura psico-sociali) insite nell’essere donna. Ma forse ancora meno pronta al cambiamento è la società tutta, per via di modelli culturali ancora troppo consolidati che portano a dare per scontate situazioni di vita quotidiana inique e penalizzanti per le donne.

D’altra parte, sin che l’“essere donna” continuerà a far parlare – includendo questo numero della newsletter di EngageMinds Hub – non sarà una buona notizia.

Guendalina Graffigna – Direttore EngageMinds Hub